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Bronzi, argenti e smalti. Dalle spade alle opere d’arte

Capolavori di tecnica e finitura, bronzi, argenti e smalti costituiscono una grossa parte della produzione artistica giapponese. Si tratta di sculture in argento puro e in bronzo con alte percentuali di oro Shakudo o argento Shibuichi. O ancora di oggetti ricoperti di smalti cloisonnè come vasi decorati con motivi floreali. La loro bellezza ha attraversato indenne il tempo ed è giunta fino a noi conservando un fascino che genera meraviglia.

Qual è la loro genesi? Che storia hanno questi oggetti oggi tanto ricercati e dal valore storico incredibile? Lo scopriamo insieme in questo articolo. Vi racconteremo come la storia politica e sociale di un tempo lontano abbia avuto un notevole peso sulla storia artistica del Sol Levante. 

Le spade dei Samurai

La storia dei bronzi, degli argenti e degli smalti è strettamente legata a quella di una figura iconica del Giappone:  il Samurai. Questa figura ha da sempre avuto intorno a sé un’aura di fascino e mistero che resta immutata nel tempo. Da semplici servi dell’Impero con il compito di proteggere le terre a loro assegnate, diventarono presto figure di rilievo. Per tutto il periodo Edo, cioè dal 1603 al 1868, il Giappone era una società feudale con un rigido sistema di classi. L’effettiva élite di controllo era proprio quella dei Samurai. Erano loro infatti che governavano, sotto la guida del Daimyo, il Signore, le varie province del Paese.

Del mistero che avvolge questi personaggi e delle loro gesta parleremo sicuramente in un articolo dedicato. Per ora ci concentreremo sull’oggetto conosciuto in tutto il mondo come loro fedele compagno di vita: la spada. Il rapporto che i Samurai avevano con le loro spade era quasi viscerale. Ed uno dei modi per onorarle era renderle il più possibile preziose e personalizzate. Per questo si rivolgevano agli artigiani, i quali fabbricavano per loro sontuose armature e decoravano finemente le spade rendendole oggetti unici. 

Gli eventi politici che cambiarono il corso dell’arte

Arriviamo qui al nodo cruciale in cui la produzione di bronzi, argenti e smalti incontra la storia politica del Paese. La struttura sociale del Giappone subì un radicale cambiamento quando terminò il periodo Edo  ed iniziò la Restaurazione Meiji. Dopo secoli di dominio degli shōgun, il potere tornò all’Imperatore.

Il 28 marzo del 1876 fu emanato l’editto Haitorei. Con questo provvedimento si vietava ai samurai di portare le spade in pubblico, pena la confisca dell’arma. 

Questo stato di cose gettò nello sconforto gli artigiani dei metalli che si trovarono improvvisamente senza commercio. Fu solamente una fase iniziale però, perché nel giro di poco tempo gli artigiani stessi si reinventarono. Nel corso del tempo avevano infatti affinato straordinarie capacità artistiche. Declinare quindi la loro maestria in una produzione alternativa fu quasi una naturale conseguenza. Non potendosi più dedicare alla fabbricazione di accessori per armature e spade, iniziarono una produzione di manufatti di uso quotidiano. E in molti casi di oggetti da decorazione. 

L’arte che fiorisce

Abbiamo fin qui parlato della particolare origine della produzione delle opere che rientrano nella categoria dei bronzi, argenti e smalti. Andiamo ora a scoprire come il mondo intero abbia conosciuto questi oggetti d’arte.

Negli anni che precedettero il periodo Meiji il Giappone non godeva, nel resto del mondo, di una fama positiva. Veniva infatti considerato un Paese isolato e ancora molto arretrato. Gli sforzi del governo Meiji furono pertanto rivolti ad un radicale cambio di rotta in questo senso. Lo stesso imperatore, grande mecenate delle arti, incentivò molto la produzione di opere d’arte. Lo scopo era quello di stupire il mondo occidentale attraverso un vasto campionario di opere d’arte sublimi e uniche nel loro genere. 

I maestri della lavorazione dei metalli accolsero di buon grado questi incoraggiamenti, ma non furono gli unici. Infatti, l’intera produzione d’arte del periodo Meiji fu caratterizzata da una straordinaria fecondità. Oltre ai bronzi e agli argenti infatti, ci fu una florida produzione di tutte le forme artistiche. Dalle ceramiche, agli intarsi Shibayama, alle lacche fino alle sculture in avorio.

Fu l’inizio di un grande successo. Presto la copiosa produzione artistica ebbe riscontri concreti. Non passò infatti inosservata agli occhi di  diplomatici stranieri, viaggiatori e consiglieri militari che si trovavano in Giappone in quel periodo. 

Ma i confini nazionali furono presto varcati e la partecipazione del Giappone a fiere ed esposizioni mondiali non tardò. Da qui la vera e propria esplosione di interesse nei confronti di queste sublimi opere d’arte. Il tutto si tradusse in un aumento della domanda da parte dell’Europa e dei paesi anglosassoni in particolare che ancora oggi apprezzano l’arte Giapponese.

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Maruki sei 丸喜製 – Falco in bronzo

Appuntamento al prossimo viaggio insieme

Siamo giunti alla fine di questo viaggio nel tempo. Abbiamo incontrato samurai avvolti nelle armature che tagliano il cielo rosso del Sol Levante con le loro preziose spade. Abbiamo conosciuto imperatori illuminati e sapienti artigiani di bronzi, argenti e smalti. Siamo arrivati fino ai giorni nostri e restiamo ammirati da come la storia ci possa regalare appassionanti suggestioni d’arte. 

Ci auguriamo che il nostro viaggio sia stato per voi emozionante quanto lo è per noi ogni giorno.

Appuntamento al prossimo viaggio!