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Daruma: affascinante figura tra storia e leggenda

Le leggende orientali, si sa, sono ricche di personaggi misteriosi, ma poche di esse hanno come protagonista una figura che ancora oggi porta con sé un’enigmatica aura di saggezza come Daruma. 

Conosciuto anche come Bodhidharma, Daruma è stato fondatore e primo patriarca del Buddhismo Indiano nonché divulgatore dello Zen. Si tratta di una figura di fondamentale importanza proprio per la diffusione della dottrina Zen in Cina e in Giappone, incarnando la profondità della ricerca spirituale e l’indomito spirito dell’illuminazione. 

Un magnifico okimono in avorio che rappresenta Daruma, avvolto nella sua misteriosa aura. Collezione privata.

La storia di Daruma

Ci sono evidenze che attestano che Bodhidharma sia stata una persona reale ed è opinione ampiamente diffusa che abbia vissuto nel V o VI secolo. Figlio di un re dell’India meridionale, studiò sotto la guida del leggendario maestro Prajnatara e divenne missionario nel Buddhismo. Il suo scopo era portare la luce della consapevolezza e dell’illuminazione in Cina, dove era ed è tuttora noto con il nome di Ta-Mo. Una missione spirituale che si esplicita già dal nome; le parole sanscrite che lo compongono infatti, Bodhi e Dharma, significano rispettivamente “verità” e “legge”. 

Sono diverse le leggende legate alla vita di Daruma. Tra queste ricordiamo quella che narra il suo incontro con l’imperatore Wu. Si narra che l’imperatore lo interrogò circa l’atto più meritorio secondo l’etica Buddhista. La sua risposta fu: “Nessuno. Svuota la tua mente”. Un responso che invitava alla consapevolezza ed alla purezza mentale.

In seguito a questo incontro Bodhidharma si ritirò nel mistico tempio Shaolin nel quale si dedicò alla meditazione. Si dice sia stato nove anni in una grotta, rimanendo immobile, seduto di fronte ad un muro fino al raggiungimento dell’illuminazione.

Pare che in questo periodo Bodhidharma perse l’uso delle gambe. La leggenda vuole infatti che durante la meditazione i suoi arti subirono un lento processo di logoramento. È questo il motivo per cui viene spesso raffigurato seduto e con le vesti che coprono tutti gli arti. 

Okimono in legno che ritrae Daruma nella sua classica raffigurazione.

Le raffigurazioni artistiche di Daruma

C’è un aspetto particolare nelle raffigurazioni di Daruma che racconta qualcosa delle leggende ad esso legate e si tratta degli occhi. Tra le leggende che lo vedono protagonista ce n’è infatti una che racconta di un evento particolare, quanto straordinario, sui suoi occhi. Si racconta che egli, nel corso dei nove anni di meditazione, si addormentò per sette anni. Al risveglio, mortificato ed arrabbiato con sé stesso, prese la drastica decisione di tagliarsi le palpebre per punirsi e fare in modo di non dormire mai più. Il mito prosegue raccontando che dal contatto delle sue palpebre con il suolo si generarono le prime piante di tè. Queste fornivano ai suoi studenti gli stimoli necessari per rimanere svegli. 

Alcune delle raffigurazioni artistiche di Bodhidharma lo ritraggono appunto in posizione di meditazione con occhi di enormi dimensioni.

Un altro racconto leggendario riguarda la sua morte. Nella cultura cinese si sostiene che Bodhidharma morì all’età di circa 150 anni e che abbia avuto sepoltura a Xiong Er Shan (La collina dell’orecchio dell’Orso). A circa tre anni dalla sua morte qualcuno sostenne di averlo visto viaggiare tra le montagne, dirigendosi verso l’India, con un solo piede nudo. Visto il gran clamore che queste affermazioni suscitarono in Cina, l’imperatore diede ordine di aprire il sepolcro. La leggenda vuole che all’apertura della tomba questa risultò vuota e che l’unica cosa rinvenuta all’interno fosse un sandalo. 

Si spiega così il fatto che spesso le raffigurazioni artistiche ritraggono il Bodhidharma nell’atto di camminare calzando una sola scarpa.

Bodhidharma e il Giappone

Come abbiamo detto, in Giappone il Bodhidharma è conosciuto con il nome di Daruma e a lui si deve la diffusione della dottrina Zen.

I giapponesi affermano che egli visitò il loro paese nel 613 d.C. attraversando l’acqua sul suo giunco magico. Si dice che si stabilì sul Monte Kataoka e successivamente morì.

Nella cultura giapponese, differentemente da quella cinese, le raffigurazioni di Daruma hanno caratteristiche umoristiche. Viene infatti rappresentato come una caricatura dall’espressione bizzarra e con il viso distorto. Non sono rare le sue raffigurazioni nell’atto di stiracchiarsi come se si svegliasse da un lungo sonno o goffamente impigliato nelle ragnatele.

Un grande okimono in legno che raffigura il risveglio di Daruma.

Benché ci sia stata questa interpretazione al limite del dissacrante, ancora oggi Bodhidharma è estremamente popolare in Giappone.

Le bambole Daruma sono infatti largamente diffuse e apprezzate per la loro funzione di talismano porta fortuna.