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Hanami: inesauribile fonte di ispirazione artistica

In Giappone, la primavera porta con sé uno spettacolo mozzafiato: la fioritura dei ciliegi. Conosciuti come sakura in giapponese, questi alberi dipingono il paesaggio con delicate sfumature di rosa e bianco, creando uno scenario che attira visitatori da tutto il mondo. L’Hanami, letteralmente “ammirare i fiori”, è una tradizione radicata nella cultura e nell’arte giapponese da secoli, che continua a incantare e ispirare.

Ciotola Satsuma firmata Fuzan che raffigura una scena naturalistica con piante in fiore

Hanami: una tradizione profondamente radicata

L’Hanami risale all’VIII secolo, quando le famiglie dell’alta borghesia organizzavano cene all’aperto sotto i rami fioriti. Nel periodo Heian (794 – 1185), questa pratica si diffuse anche tra gli abitanti dei villaggi, diventando una celebrazione popolare della primavera. Si tratta di una tradizione talmente radicata nella cultura giapponese che è sopravvissuta integra al passare del tempo. Oggi, infatti, le persone si riuniscono sotto gli alberi di ciliegio in fiore per festeggiare, godendo di picnic in compagnia, mentre ammirano la bellezza dei sakura.

Paravento in avorio ed intarsi Shibayama che raffigura una giornata di festa primaverile con il ciliegio in fiore

Hanami e arte: un naturale connubio 

La bellezza fugace della fioritura del ciliegio ha ispirato generazioni di artisti giapponesi attraverso i secoli, influenzando profondamente l’arte del paese in molteplici forme espressive. Questo fenomeno naturale e la sua contemplazione, l’Hanami appunto, ha lasciato un’impronta indelebile su diversi ambiti artistici, compresa la pittura, la poesia e la letteratura.

In particolare, i sakura sono stati una fonte di ispirazione cruciale per gli artisti tradizionali giapponesi, influenzando stili come l’ukiyo-e, noto per le sue affascinanti stampe su legno, e la pittura sumi-e, che utilizza l’inchiostro per creare opere suggestive ed evocative.

Anche durante l’era Meiji, caratterizzata dal sorgere di nuove forme artistiche, il sakura continuò a essere un soggetto centrale per numerosi artisti. L’arte della ceramica e delle porcellane fiorì in questo periodo, con molti creatori che integrarono motivi floreali, inclusi i sakura, nei loro affascinanti decori. Questa tendenza si estese anche ad altre forme d’arte, come le opere in bronzo, gli smalti cloisonnè, le lacche e gli intarsi Shibayama. Qui le ricche decorazioni floreali offrivano un omaggio alla bellezza effimera dei fiori di ciliegio.

In ogni forma e mezzo artistico, la fioritura del ciliegio continua a incantare e ispirare, trasmettendo un senso di meraviglia e gratitudine per la bellezza transitoria della vita.

Dettaglio di un vaso cloisonnè che raffigura il ciliegio in fiore

Le opere d’arte che ritraggono la fioritura dei ciliegi spesso catturano la loro bellezza effimera e la simbologia legata alla natura transitoria della vita.

Oltre alle forme artistiche pittoriche e scultoree la fioritura del ciliegio ha ispirato anche la poesia giapponese, in particolare la forma classica di haiku. 

I poeti hanno descritto la brevità della fioritura del ciliegio e la sua bellezza fugace, evidenziando il concetto di “mono no aware“, che si riferisce alla consapevolezza della transitorietà delle cose e alla bellezza che ne deriva.

Hanami: transitorietà e bellezza della vita

Come abbiamo detto anche in un precedente articolo, il concetto di “mono no aware” rappresenta una sensibilità estetica profondamente radicata che riflette la consapevolezza della transitorietà delle cose. Questo concetto trova il suo simbolo più eloquente proprio nella fioritura del ciliegio, un momento effimero che riflette la ciclicità della vita stessa.

La brevità della bellezza dei sakura, che sbocciano, cadono e si dissolvono nel giro di poche settimane all’inizio della primavera, mette in luce la transitorietà dell’esistenza umana. Questa ciclicità, caratterizzata dal passaggio delle stagioni e dalla continua trasformazione, ci invita a contemplare non solo l’estetica dei fiori di ciliegio, ma anche la fugacità della bellezza e dell’esistenza stessa. Come accade spesso nella cultura giapponese un evento naturale, come è lo spunto per riflessioni profonde sull’umanità. Anche dunque la pratica dell’Hanami, oltre ad essere  un’esperienza estetica, offre l’occasione di considerare filosoficamente la vita.  

La consapevolezza della brevità dell’esistenza può suscitare in noi un profondo senso di gratitudine per i momenti di gioia e bellezza che attraversano le nostre vite, nonostante la loro brevità. Inoltre, la fioritura del ciliegio è spesso associata alla giovinezza e alla sua bellezza passeggera. Nel folklore giapponese, i fiori di ciliegio rappresentano anche il sacrificio e la nobiltà, poiché gli alberi fioriscono prima che compaiano le foglie, simboleggiando la volontà di sacrificarsi per il bene degli altri.

Questo legame tra il ciliegio e la fugacità della vita si riflette ampiamente nella letteratura, nella poesia e nelle arti visive giapponesi. Gli haiku celebrano la bellezza dei sakura e la loro breve vita. Mentre gli artisti dipingono paesaggi dominati dalla fioritura del ciliegio per catturare l’essenza di questo concetto estetico.

Concludiamo questa riflessione sull’Hanami citando un haiku del poeta e pittore Kobayashi Issa (1763-1827):

Ciliegi in fiore sul far della sera

anche quest’oggi 

è diventato ieri.