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Shoko – Tennyo

Shoko – Tennyo

Pezzo unico Trattandosi di un'opera autentica e originale, le sue caratteristiche distintive, come lo stile, qualità e patina, la rendono un pezzo unico.
Stato prodotto:

Esaurito

Provenienza: Giappone
Periodo: Meiji seconda metà XIX sec.
Dimensioni: tot: 58 cm. / base esclusa: 47 x 26 x 20 cm.
Stato di conservazione: Molto buono
+ Certificato di autenticità con perizia tecnica del bene

+ Possibilità di visionare l’opera presso la nostra sede a Milano o in tutta Italia ovunque voi siate
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Grande Tennyo in bosso scolpito e decorato con lacca oro makiè, avorio e madreperla. Unico nel suo genere e di complicatissima struttura con decoro in lacca makiè a riserve circolari e con veli dorati, la veste di piume in madreperla e avorio così come il viso e le braccia. Firmata Shoko incisa sul lato dell’inro. Tennyo è una figura femminile della tradizione giapponese particolarmente affascinante. Conosciuta nella sua versione più celebre come protagonista di un pezzo del teatro nō, dal titolo Hagoromo (letteralmente “la veste di piume”), proviene dalla mitologia indiana dove è conosciuta sotto il nome di Apsara, creature celesti che nel buddhismo proteggono la legge del Buddha servendo i Deva e che nella precedente tradizione vedica erano ballerini nella corte degli dèi Hindu. Nell’inconografia buddista le tennyo, termine che si riferisce in modo specifico alle femmine Apsara e che si può tradurre come “vergini celesti”, sono spesso raffigurate in pose aggraziate, sedute fra le nuvole o mentre volano nel cielo, mentre suonano strumenti musicali o spargono fiori per rendere omaggio agli dei. Ed è proprio a simili racconti che si rifà il dramma Hagoromo. Un pescatore trovò un giorno una bellissima veste di piume, modellata per dare forma a due ali. Affascinato da un simile oggetto, decise di portarlo a casa con sé. Quand’ecco che una giovane donna sopraggiunge; disperata gli chiede di rifarsi consegnare la veste, che si era tolta per fare un bagno, perché altrimenti non avrebbe potuto ritornare alle regioni celesti da cui proveniva. Il pescatore, mosso a compassione, promette di restituirle la veste ma non prima che lei abbia danzato per lui. Piccata, la tennyo gli risponde che non vuole ingannarlo, che ha intenzione di ballare ma non prima che lui le abbia restituito il suo prezioso vestito. A questo punto il pescatore cede e mentre ascende al cielo, la fanciulla esegue la sua danza.
Grande Tennyo in bosso scolpito e decorato con lacca oro makiè, avorio e madreperla. Unico nel suo genere e di complicatissima struttura con decoro in lacca makiè a riserve circolari e con veli dorati, la veste di piume in madreperla e avorio così come il viso e le braccia. Firmata Shoko incisa sul lato dell’inro. Tennyo è una figura femminile della tradizione giapponese particolarmente affascinante. Conosciuta nella sua versione più celebre come protagonista di un pezzo del teatro nō, dal titolo Hagoromo (letteralmente “la veste di piume”), proviene dalla mitologia indiana dove è conosciuta sotto il nome di Apsara, creature celesti che nel buddhismo proteggono la legge del Buddha servendo i Deva e che nella precedente tradizione vedica erano ballerini nella corte degli dèi Hindu. Nell’inconografia buddista le tennyo, termine che si riferisce in modo specifico alle femmine Apsara e che si può tradurre come “vergini celesti”, sono spesso raffigurate in pose aggraziate, sedute fra le nuvole o mentre volano nel cielo, mentre suonano strumenti musicali o spargono fiori per rendere omaggio agli dei. Ed è proprio a simili racconti che si rifà il dramma Hagoromo. Un pescatore trovò un giorno una bellissima veste di piume, modellata per dare forma a due ali. Affascinato da un simile oggetto, decise di portarlo a casa con sé. Quand’ecco che una giovane donna sopraggiunge; disperata gli chiede di rifarsi consegnare la veste, che si era tolta per fare un bagno, perché altrimenti non avrebbe potuto ritornare alle regioni celesti da cui proveniva. Il pescatore, mosso a compassione, promette di restituirle la veste ma non prima che lei abbia danzato per lui. Piccata, la tennyo gli risponde che non vuole ingannarlo, che ha intenzione di ballare ma non prima che lui le abbia restituito il suo prezioso vestito. A questo punto il pescatore cede e mentre ascende al cielo, la fanciulla esegue la sua danza.

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