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La parola si scrive con i caratteri cinesi di pestaggio reciproco. Faceva parte della scienza guerriera dell’antico Giappone, ma divenne uno sport professionistico nel Periodo Edo (1600-1868). Si distinguono tre epoche nella storia della lotta giapponese: dal III sec. a.C. al XIII d.C., il Sumo è un rito scintoista e l’esito finale è il volere degli dei; si demandava al Sumo l’indicazione astrale per la costruzione di un tempio o la successione al trono; alla morte dell’Imperatore Montoku (858 d.C.), uno dei suoi due figli, fu eletto imperatore in seguito all’esito di una lotta in cui il suo lottatore prevalse su quello del fratello. Durante il secondo periodo, il Sumo diventa un combattimento cruento tra guerrieri tanto che, durante l’epoca feudale, dal XIII al XVI sec., la lotta si praticava senza dohjo, il ring di paglia, né un gyo-yi, l’arbitro, e si concludeva con la morte di uno dei contendenti; nel periodo moderno, la lotta si trasforma in un divertimento praticato da professionisti. I due lottatori esclusivamente maschi, rikishi, si affrontano con lo scopo di estromettere l’avversario dalla zona di combattimento, dohyo, o atterrarlo con una parte qualsiasi del corpo eccetto le piante dei piedi. Caratteristica dei lottatori di sumo è il colorato perizoma con cintura, ricavato da un unico lungo nastro, mawashi, e l’acconciatura dei capelli con una crocchia a nodo a forma di foglia di ginco, oi-cho mage. I professionisti sono organizzati in una graduatoria, banzuke, secondo categorie di capacità e forza, non di peso. Il sumo è considerato una forma d’arte; suscita ammirazione per la dignità e compostezza. Non ci sono mai critiche per le decisioni dell’arbitro o ostentazione di mediocre sportività.  

Shiko: è un movimento nel quale un rikishi si posiziona a gambe larghe con le ginocchia piegate e,  alternativamente, solleva le gambe in aria cadendo poi con leggerezza. Tale movimento ha finalità ginniche e anche rituali per allontanare demoni e intimorire l’avversario.

Yokozuna dohyohiri: è la giornata di combattimenti che inizia con l’ingresso ufficiale e l’esecuzione di movimenti tradizionali con un rituale propiziatorio.

Makuuchi dohyohiri: tutti i rikishi della categoria dei Makuuchi all’inizio della giornata di combattimento si presentano al pubblico con un cerimoniale di movimenti tradizionali con le braccia e di scaramantici movimenti con un grembiule colorato, kensho mawashi, con i simboli del rikishi.

Lancio del sale: prima di ogni incontro, i rikishi raccolgono da un contenitore una manciata di sale e la lanciano sul dohyo, un gesto propiziatorio finalizzato a proteggerli da sfortunati scontri.

Ci sono 70 tecniche per vincere che includono la spinta o il sollevamento fuori dal ring; la presa della cintura per buttare giù l’avversario; gli sgambetti; saltare velocemente al lato durante la carica iniziale e far perdere l’equilibrio all’avversario; e mettersi al bordo del ring per buttare fuori l’avversario, prima di cadere. Sono permessi vigorosi schiaffi, a mani aperte nella parte superiore del corpo, sono severamente proibite le tecniche come colpire con il pugno, calciare e tirare i capelli. Ai lottatori di sumo professionistico viene assegnato un grado a seconda della loro categoria; i gradi più alti, in ordine discendente, sono yokozuna l’unico grado permanente (grande campione), ozeki (campione) sekiwake (campione junior). Da quando è stato introdotto il sistema dei gradi, parecchi secoli fa, solo sessantacinque uomini sono riusciti ad arrivare al grado di yokozuna. Il sumo professionistico non adotta le classi di peso, ma la velocità, la tempestività e l’equilibrio possono anche determinare un risultato a favore di lottatori più piccoli.

Anche il Sumo è un espressione del haragei, come massima integrazione tra il singolo e l’universo . I giapponesi danno molta importanza a un grosso ventre, quindi a una base larga invece che un ampio torace, questo per sviluppare un’energia superiore nello stomaco che gli permette di spingere l’avversario oltre le corde del dohyo, quasi senza toccarlo. La cintura viene tenuta molto bassa, il basso addome si ingrossa per portare il centro della stabilità dell’energia. Gli arbitri vestono i costumi del Periodo Ashikaga e il colore del ventaglio indica la bravura.